Disegno di Legge di Iniziativa Popolare

Norme in materia di diritto allo studio universitario

Art.1 (Principi)

La presente Legge garantisce l’effettività del diritto allo  studio, sancito dagli artt. 33,  34  della Costituzione promuovendo altresì il rispetto del  principio di uguaglianza e del  diritto  alla  salute, all’interno delle  formazioni sociali ove si svolge la personalità dello studente, tutelato ai sensi  degli artt. 2, 3, 32, della Costituzione. A tal fine a tutti gli studenti, pur se non compresi tra i beneficiari di borsa di studio e borsa servizi di seguito disciplinate, si assicurano: agevolazioni fiscali sull’acquisto di ogni strumento  finalizzato alla  didattica, libri e testi anche  in formato digitale,  pubblicazioni  e riviste  attinenti alle discipline del proprio piano di studi. Si assicurano altresì agevolazioni tariffarie sul servizio mensa, sul Trasporto Pubblico Locale e sull’accesso ai luoghi culturali; canoni calmierati e agevolazioni fiscali per  la locazione di immobili nel  Comune  in cui ha sede l’Ateneo,  effettività dell’assistenza sanitaria gratuita nella Regione in cui ha sede l’Ateneo.

 

Art. 2 (Attribuzioni e compiti dello  Stato,  delle  Regioni e delle  Province autonome  di Trento e di Bolzano, delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale  e coreutica).

All’attuazione delle disposizioni previste dalla presente legge  si provvede attraverso un sistema integrato di strumenti e servizi  al quale  partecipano, nell’ambito delle  rispettive competenze, lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali, le Università, le istituzioni di alta  formazione artistica, musicale e coreutica e altre istituzioni, pubbliche o private, che offrono servizi di diritto allo studio.

Ferma restando la competenza dello Stato in materia di determinazione dei LEP e di quanto definito  nella  presente legge, al fine  di garantirne l’uniformità e l’esigibilità  su  tutto il territorio nazionale, le Regioni gestiscono i servizi di cui è destinataria la totalità degli studenti. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano possono integrare la gamma degli strumenti e dei servizi.

Gli enti per il diritto allo Studio, le Università e le istituzioni di alta  formazione artistica, musicale e coreutica:

a) organizzano i propri servizi, compresi quelli di orientamento e di tutorato, al fine di realizzare il successo formativo degli studi;

b) promuovono le attività di servizio di orientamento e tutorato delle associazioni e cooperative studentesche e dei collegi universitari legalmente riconosciuti, ai sensi  dell’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 25 settembre 2002, 212, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  22 novembre 2002, n. 268;

c) agevolano la frequenza ai corsie lo studio individuale, anche mediante l’apertura in ore serali e nei giorni festivi di biblioteche, laboratori e sale studio;

d) promuovono, sostengono e  pubblicizzano attività  culturali,  sportive e  ricreative,  mediante l’istituzione di servizi  e  strutture  collettive, anche  in collaborazione con  le  Regioni, le  Province autonome di Trento  e  di Bolzano,  avvalendosi delle  associazioni e  cooperative studentesche e promuovendo, eventualmente, le attività di servizio svolte da queste ultime;

e) curano l’informazione circa le possibilità offerte per lo studio e la formazione, con  particolare attenzione ai programmi dell’Unione europea e internazionali e pubblicizzano gli interventi in materia di diritto allo studio;

f) promuovono inter-scambi di studenti con Università italiane e straniere, anche  nell’ambito di programmi europei e internazionali, in conformità alle vigenti disposizioni in materia di riconoscimento di corsi e titoli;

g) sostengono le attività formative autogestite dagli studenti nei settori della cultura e degli scambi culturali, dello sport, del tempo libero, fatto salvo quelle disciplinate da apposite disposizioni legislative.

h) provvedono all’erogazione dei servizi tramite gli interventi disciplinati nella presente Legge;

Art. 3 (Categorie di studenti)

Le Regioni, le Province autonome e le  Università, per  gli interventi di rispettiva competenza, definiscono la condizione degli studenti sulla  base della loro provenienza secondo la classificazione prevista dall’art. 4  comma 8 del  DPCM 390/2001, tenendo conto dei tempi  di percorrenza  dei sistemi di trasporto pubblico,  secondo la seguente tipologia:

a) studente in sede: residente in una località da cui sia possibile raggiungere la sede prevalente del proprio corso di studi attraverso la rete del trasporto pubblico locale in meno di 45 minuti e con non più di un cambio di mezzo, che sia altresì collegato in orario serale fino alle ore 02;

b) studente pendolare: residente in una località da cui sia possibile raggiungere la sede prevalente del proprio corso di studi attraverso la rete del trasporto pubblico locale in meno di 75 minuti e con non più di un cambio di mezzo, che sia altresì collegato in orario serale fino alle ore 00;

c) studente fuori sede: chiunque non rientri nelle precedenti categorie.

I tempi di percorrenza rispetto alla  classificazione nazionale di cui al comma 1 alla  base della definizione  delle  suddette categorie devono essere certificati agli Enti territoriali per  il diritto  allo studio dalle Aziende per il Trasporto Pubblico Locale tramite strumenti certificati messi a disposizione dal TPL, in ogni caso le corse devono essere garantite con una periodicità massima di 30 minuti.

Art. 4 (Studenti migranti)

Accedono ai servizi e agli interventi per il diritto allo studio di cui alla presente Legge,  a parità di trattamento con gli studenti italiani, gli studenti dell’Unione  Europea, stranieri, apolidi, richiedenti lo status di apolide  ai sensi  dell’articolo 17 del D.P.R. 12 ottobre 1993 n. 572,  richiedenti  protezione internazionale, beneficiari di una delle misure di protezione internazionale di cui alla direttiva 2011/95/ UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 dicembre 2011 o beneficiari di uno dei permessi per motivi umanitari di cui agli articoli 5 comma 6, 18, 18-bis, 19 commi  1 e 2, e 20 del testo unico delle disposizioni  concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla  condizione  dello  straniero di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

Per gli studenti di cui al precedente comma la documentazione del Paese di origine eventualmente richiesta ai fini della presente Legge può  essere prodotta anche  in copia,  cartacea o digitale.  In deroga alle norme in materia di legalizzazione dei documenti esteri, tale documentazione può essere tradotta e legalizzata in Italia, presso gli uffici del ministero degli Esteri.

Art. 5 (Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni: borsa di studio ed assistenza sanitaria)

Al fine di garantire l’erogazione dei LEP in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, il MIUR con proprio decreto da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente Legge determina gli importi  standard della  borsa di studio di cui all’art.7 della  presente legge  sulla  base dei seguenti principi e criteri  direttivi. La concessione delle  borse di studio è assicurata a tutti  gli studenti aventi i requisiti di eleggibilità  di cui all’articolo 11 della  presente legge.

L’importo standard della borsa di studio è  determinato, in modo distinto relativamente  alle categorie di studenti di cui all’art.  3  della  presente legge, in relazione ai costi delle  prestazioni essenziali relative alle seguenti voci di costo:

a) materiale didattico comprendente la spesa per libri di testo e strumenti didattici necessari e utili per lo studio, compreso l’acquisto di un personal computer;

b)trasporto:

-per  gli studenti di cui alla  lettera  a)  del  comma  1  dell’art  3:  la  spesa effettuata per  tutti  gli spostamenti in area urbana ed extra-urbana;

-per gli studenti di cui alla lettera b) del comma 1 dell’art.3: la spesa effettuata per tutti gli spostamenti su mezzi a gomma e rotaia nell’area urbana della  sede di residenza e della  sede di studio, oltre alla spesa effettuata per gli spostamenti, su gomma e rotaia, dalla sede di residenza alla sede di studio;

-per  gli studenti di cui alla  lettera  c)  del  comma  1  dell’art  3:  la  spesa effettuata per  tutti  gli spostamenti in area urbana ed extra-urbana, ovvero la spesa effettuata per  la tratta (su gomma, rotaia o via aerea) dalla sede di studio alla sede di origine, calcolata su 4 viaggi all’anno, per l’andata e per il ritorno;

c) la voce ristorazione comprende:

– per gli studenti di cui alla lettera  a) del comma 1 dell’art 3: la spesa relativa per il servizio offerto per  un pasto giornaliero, nelle  mense universitarie o nelle  strutture convenzionate, calcolando il pasto rimanente su una tariffa massima a 2.50 euro;

– per gli studenti di cui alle lettere b) e c) del comma uno dell’art.3 : la spesa relativa per il servizio offerto per due pasti  giornalieri,  nelle mense universitarie o nelle strutture convenzionate;

d) alloggio, per lo studente di cui alla  lettera  c) del  comma  1  dell’art 3, equivalente al costo di una stanza singola  di uso  privato o in residenza universitaria comprensiva delle  spese accessorie (condominio, riscaldamento, luce, acqua, gas,  tassa sui rifiuti);

e) accesso alla cultura, comprendente la spesa effettuata dagli studenti per frequentare eventi culturali, musei,  teatri, festival di arte presso la città sede del corso di studi, ovvero eventi correlati ai piani di studi individuati anche  se svolti in città diverse dal corso di laura

La spesa verrà stimata in valore standard, con riferimento a studenti il cui nucleo familiare abbia un valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEEU) fino al 50% superiore al limite massimo previsto dai requisiti di eleggibilità  di cui all’articolo 11, computata su undici mesi.

La borsa di studio è attribuita per concorso agli studenti che si iscrivono, entro il termine previsto dai bandi, ai corsi e che risultino idonei al loro conseguimento in relazione al possesso dei requisiti di eleggibilità di cui all‘articolo 11, indipendentemente dal numero di anni trascorsi dal conseguimento del titolo  precedente.

La borsa di studio è destinata anche agli  iscritti  ai corsi  di istruzione superiore nelle  scienze della  difesa e della  sicurezza, attivati ai sensi  dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 464, ad eccezione degli allievi delle Accademie militari per gli ufficiali delle Forze armate e della  Guardia di finanza e degli altri istituti militari di istruzione superiore.

L’effettività dell’ assistenza sanitaria è garantita a tutti gli studenti e dottorandi iscritti ai corsi, uniformemente sul territorio nazionale. Gli studenti e gli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca fruiscono dell’assistenza sanitaria gratuita nella  Regione  o Provincia  autonoma in cui ha sede l’Università o istituzione  di alta  formazione artistica, musicale e coreutica o di ricerca cui sono  iscritti,  anche  se diversa da quella  di residenza. I relativi costi sono  compensati tra le Regioni e le Province autonome di Trento  e di Bolzano,  nell’ambito delle  vigenti  procedure che  disciplinano  la  mobilità  sanitaria.

Art. 6 (Definizione dei LEP: Borsa dei Servizi)

È istituita la Borsa dei Servizi definita  come la tipologia  di borsa di studio prevista per coloro che hanno  ISEE collocato nella  fascia compresa tra  la soglia  prevista all’art 10 comma  1  e la soglia prevista all’art 10 comma  2.  I  Livelli Essenziali delle  Prestazioni della  Borsa  Sevizi sono  definiti secondo quanto indicato nei seguenti commi  del presente articolo

L’importo standard della borsa servizi è determinato, in modo distinto con rimando alle categorie di studenti individuate dall’art. 3 della presente legge, in base alla rilevazione dei costi di mantenimento agli studi, in termini di costi delle prestazioni essenziali relative alle seguenti definizioni delle  voci di costo: spese di ristorazione, spese di trasporto, la voce esenzione dalle tasse.

a) trasporto:

– per gli studenti di cui alla lettera  a) del comma 1 dell’art 3: la spesa effettuata per tutti  gli spostamenti in area urbana ed extraurbana;

– per  gli studenti di cui alla  lettera  b) del  comma  1  dell’art  3: la  spesa effettuata per  tutti  gli spostamenti su  mezzi a gomma e rotaia nell’area urbana della  sede di residenza e della  sede di studio, oltre alla spesa effettuata per  gli spostamenti, su gomma e rotaia, dalla  sede di residenza alla sede di studio;

– per  gli studenti di cui alla  lettera  c)  del  comma  1  dell’art  3: la  spesa effettuata per  tutti  gli spostamenti in area urbana ed extraurbana, oltre alla  spesa effettuata per  la tratta (su gomma, rotaia o via aerea) dalla  sede di studio alla sede di origine, calcolata su quattro viaggi all’anno, per l’andata e per il ritorno;

b) ristorazione:

– per gli studenti di cui alla lettera  a) del comma 1 dell’art 3: la spesa relativa per il servizio offerto per un pasto giornaliero, nelle mense universitarie o nelle strutture convenzionate, calcolando il pasto rimanente su una tariffa unica a 2.50 euro

– per gli studenti di cui alla lettera  b) e alla lettera  c)del comma 1 dell’art 3: la spesa relativa per il servizio offerto per due pasti  giornalieri,  nelle mense universitarie o nelle strutture convenzionate.

La   borsa  servizi   è   attribuita  per    concorso  agli   studenti  che   si   iscrivono,  entro   il termine   previsto   dai   bandi,    ai   corsi    e   che    risultino   idonei   al   loro    conseguimento   in relazione   al    possesso   dei   requisiti   di   eleggibilità    di   cui   all‘art.    11     indipendentemente dal    numero   di   anni    trascorsi   dal    conseguimento   del    titolo    di   studio   in   possesso.

Art. 7 (Regolamentazione e fruibilità dei servizi: Borse di studio)

L’erogazione del 50% delle borse di studio, nella componente monetaria avviene per il primo anno di iscrizione entro e non oltre 2 settimane dal momento dell’immatricolazione al corso di laurea, o di dottorato, ed entro il 30 settembre per gli anni successivi. Il saldo relativo alla  componente monetaria della  borsa di studio deve  essere erogato entro il 30  marzo dell’anno accademico in corso. La borsa di studio è finalizzata al sostegno diretto dei costi, pertanto la mancata erogazione entro i termini  previsti comporta l’insorgere di responsabilità per danno  all’erario.

Per   garantire  ai  capaci   e   meritevoli,  anche   se   privi  di  mezzi,   l’accesso  al   sapere,  le graduatorie sono   definite  sulla  base di criteri  di reddito anche negli  anni  successivi al  primo.

Art. 8 (Regolamentazione e fruibilità dei servizi: Alloggi)

Il ministero dell’Università e della Ricerca, di concerto con  il ministero dell’Economia e delle Finanze,  sentiti  la  Conferenza  Stato-Regioni e  il Consiglio  Nazionale  degli  Studenti Universitari, con   proprio  decreto   stabilisce  il  numero  delle    residenze  universitarie  commisurato   alle effettive esigenze e  calcolato sulla  base di una  programmazione triennale e  tale  da  garantire l’adeguatezza  delle   strutture  rispetto al  numero degli  aventi   diritto   di cui  alla  lettera a)  del comma 3 del  presente articolo e al numero delle  richieste di cui alle  lettere b) e c) del  comma

3  del  presente  articolo, prevedendo la  costruzione di nuove  residenze ai sensi  della  Legge  n. 338 del  2000  ovvero prevedendo l’utilizzo di immobili  in disuso tramite la  loro  riconversione.

Il decreto di cui al comma 1 stabilisce altresì requisiti necessari a definire le residenze universitarie con strutture adeguate a garantire il rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti, in particolare il diritto alla salute e il diritto alla genitorialità, con la possibilità dell’accoglienza dei figli minori, assicurando le attrezzature necessarie all’attività di studio, di socialità e  sportiva e  adeguati livelli  igienici.

Sono ricompresi tra gli aventi diritto:

a) gli studenti, i dottorandi e gli specializzandi di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 3 vincitori di borsa di studio;

b) in subordine, hanno comunque diritto di assegnazione di posto alloggio gli studenti di cui alla lettera a) e b) del comma 1 dell’articolo 3 e “fuori sede”  non titolari  di borsa di studio, gli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca con o senza borsa e gli iscritti alle scuole di specializzazione universitarie.

Con Decreto Ministeriale è disciplinata la periodica rilevazione dei livelli qualitativi idonei dei servizi abitativi offerti, con modalità che prevedano il coinvolgimento diretto degli studenti.

Il Decreto di cui al comma precedente prevede tutti i requisiti necessari affinché le residenze universitarie offrano una struttura adeguata a garantire il rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti, quali il diritto alla salute, tutelato dall’art. 32 Cost., ed il diritto alla genitorialità, tutelato dagli artt. 2 e 30 Cost., e devono pertanto assicurare adeguati livelli igienici ed essere dotate

delle  attrezzature necessarie all’attività di studio, di socialità e sportiva, oltre che prevedere la possibilità per gli studenti padri e alle studentesse madri  di dimorare all’interno della  residenza insieme  alla propria prole.

Il limite massimo dell’Indicatore della situazione economica equivalente, di cui al comma 2 del presente articolo, è aggiornato annualmente con decreto del Ministro emanato entro il 28 febbraio, con riferimento alla variazione dell’indice generale Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati nell’anno precedente a quello  in cui il Decreto è emanato.

Art. 9 (Regolamentazione e fruibilità dei servizi: Mense)

La tariffa applicata agli studenti non borsisti e tutti gli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca, titolari o meno di borsa della  borsa di studio di cui alla legge  n. 398/1989, alle scuole di specializzazione universitarie, ai master universitari di primo o secondo livello, per ciascun  pasto non potrà eccedere il costo sostenuto dall’Ente  per il pasto stesso. Inoltre sono  previste le seguenti tariffe agevolate:

a) agli studenti borsisti o titolari di borsa servizi è applicata la tariffazione prevista dagli ar 5, comma 2 lettera c) e 6, comma 3, lettera  b) della  presente legge, relativi ai Livelli Essenziali delle Prestazioni;

b) agli studenti in corso o fuori corso e a tutti gli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca, titolari o meno di borsa della  borsa di studio di cui alla legge   398/1989, alle scuole di specializzazione universitarie, ai master universitari di primo o secondo livello, ai corsi di perfezionamento, TFA e altri corsi erogati dagli Atenei, è garantita sia nel turno diurno sia in quello  serale una tariffa agevolata. Tale tariffa è definita  dalle Regioni tenendo conto dell’ISEE dello studente e non può essere superiore a 2,50 euro  per coloro il cui ISEE è inferiore a 28.000, e mai superiore a 4,00 euro.

Il Decreto Ministeriale di cui all’articolo 8 commi 3 e 4 disciplina strumenti di controllo e di verifica della qualità  del servizio ristorativo, che prevedano il diretto coinvolgimento degli utenti, per promuovere uno stile di vita sano  coerentemente col diritto alla salute tutelato dall’art. 32

Cost.

Gli enti per il Diritto allo studio universitario dovranno garantire la presenza di almeno un punto di erogazione del servizio in prossimità di ciascuna sede universitaria entro un raggio di non più di

500 metri dalla stessa; qualora entro tale  distanza non siano presenti strutture per la ristorazione organizzata gestite direttamente o indirettamente dagli enti per il diritto allo studio universitario il servizio dovrà essere assicurato in via transitoria mediante convenzione con esercizi  commerciali garantendo che i pasti  erogati agli studenti presentino le caratteristiche di cui al comma precedente.

Gli enti per il diritto allo studio dovranno altresì assicurare il servizio di ristorazione anche in orario serale a livelli tariffari invariati.

Art. 10 (Contributi per la mobilità internazionale)

L’integrazione della borsa di studio per la partecipazione a programmi di mobilità internazionale, prevista dal DPCM 9 aprile  2001  art.10, deve  essere proporzionata al costo della  vita nel Paese ospitante, fermo restando il limite minimo di 500 euro  mensili previsto dal suddetto articolo.

L’integrazione della borsa di studio è altresì garantita agli studenti beneficiari di borsa servizi, di cui all’art. 6, per i quali l’importo minimo ammonta a euro 300, fermo restando la proporzionalità al costo della  vita nel Paese ospitante.

L’erogazione del contributo per la mobilità internazionale deve avvenire in concomitanza con il periodo di permanenza all’estero.

Art. 11 (Requisiti di eleggibilità per l’accesso ai benefici di DSU)

Criterio fondamentale di eleggibilità per  l’accesso ai LEP sono  le  condizioni economiche dello studente iscritto o che intende iscriversi a corsi di istruzione superiore su tutto il territorio nazionale, individuate sulla  base dell’Indicatore della  Situazione  Economica Equivalente di cui all’art.12, tenuto conto della  situazione economica del  territorio in cui ha  sede l’Università o  l’istituzione di alta formazione artistica, musicale e coreutica o di ricerca.

I requisiti di merito per l’accesso ai LEP, non derogabili in eccesso sul tetto massimo previsto dall’ art. 6, commi 4, 5 e 7, DPCM 9 aprile 2001, sono definiti senza tenere conto della media, ponderata o aritmetica, dei voti conseguiti, e tenendo di conto la percentuale di Crediti Formativi Universitari conseguibili rispetto al piano  di studi del  singolo  corso di Laurea e del  singolo  Ateneo, in difetto qualora il numero sia decimale.

Per il conseguimento dei requisiti di merito di cui al comma 4, 5, art. 6 del DPCM 9 aprile 2001 lo studente può utilizzare in aggiunta ai crediti effettivamente conseguiti, un “bonus” di 15 crediti, di cui: a) 5 al massimo utilizzabili per il conseguimento dei benefici per il secondo anno accademico;

b)12 al massimo utilizzabili per il conseguimento dei benefici per il terzo anno accademico;

la quota del  bonus non  utilizzata  in un anno  accademico può  sempre essere utilizzata  negli anni accademici successivi.

Qualora lo  studente,  per   motivi  di  studio, debba prolungare  il suo   soggiorno  nella   sede dell’Università, è garantita la possibilità di rimanere nell’alloggio a titolo  gratuito per  il primo  anno fuoricorso, nonché la gratuità del numero di pasti giornalieri di cui all’art. 5 comma 2 lettera c) della presente legge.

Art. 12 (Soglie  reddituali per l’accesso ai benefici del DSU)

Per permettere l’eleggibilità con riferimento all’art. 5 comma 1 della presente legge, l’Indicatore della   situazione economica  equivalente  del  nucleo   familiare, sommato  con  l’Indicatore  della situazione economica all’estero,  non potrà essere inferiore alla  soglia  di 23.000 euro, derogabile in eccesso dalle  Regioni, dalle  Province autonome e dalle  Università, per  gli interventi di rispettiva competenza.

Per permettere l’eleggibilità con riferimento all’art. 6 di questa legge, l’Indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare, sommato con l’Indicatore della situazione economica all’estero, non potrà essere inferiore alla soglia di 28.000 euro, derogabile in eccesso dalle Regioni, dalle Province autonome e dalle Università, per gli interventi di rispettiva competenza.

I  valori   dell’Indicatore  della   Situazione   Economica  Equivalente,  di  cui  ai commi  1   e  2  del presente  articolo, sono   aggiornati annualmente  con  decreto del   Ministro  emanato entro  il 28   febbraio,  con  riferimento  alla   variazione dell’indice   generale  Istat  dei  prezzi  al  consumo per  le  famiglie  di operai  e impiegati  nell’anno precedente  a  quello  in cui il decreto è  emanato.

Art. 13 (Esenzione dalla contribuzione studentesca)

Gli studenti con ISEE inferiore alla soglia  di 28.000 euro, non  modificabile dalle  Regioni, dalle Province autonome e dalle Università, sono  esentati dal pagamento della  tassa regionale per il diritto allo studio e dalla contribuzione studentesca prevista dall’Ateneo a cui sono  iscritti.

Gli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca e gli iscritti  alle scuole di specializzazione universitarie, con o senza la borsa di studio di cui alla legge  389/1989, sono  esentati dal pagamento della  tassa regionale per il diritto allo studio e dalla contribuzione per l’accesso e la frequenza dei corsi medesimi.

Il  valore  dell’Indicatore  della   situazione  economica  equivalente,  di  cui  al   comma   1   del presente  articolo, è  aggiornato annualmente  con  decreto  del  Ministro  emanato entro  il 28 febbraio,  con  riferimento  alla  variazione  dell’indice   generale  Istat dei  prezzi  al  consumo  per le  famiglie   di  operai   e  impiegati   nell’anno precedente  a  quello   in  cui  il decreto è  emanato.

Art. 14 (Reddito di Formazione)

È compito dello   Stato  prevedere, in  attuazione  dell’art.  3  della   Costituzione  relativo  alla rimozione  delle   disuguaglianze  ed  alla  promozione  del  pieno  sviluppo  della   persona  umana, un  Reddito  di formazione a  integrazione  dei  servizi  e  dei  benefici  di cui  alla  presente Legge, consistente  in   una   erogazione  monetaria   trimestrale   finalizzata  a   garantire  l’autonomia sociale,  destinata  a  tutti   gli   studenti  e  condizionata  allo   svolgimento  di  un  esame  annuo.

Art. 15 (Finanziamento del DSU)

Al fine di garantire l’eliminazione di ogni ostacolo di ordine economico e sociale ai sensi dell’art. 3 Cost., il sistema di finanziamento del DSU è composto da risorse del bilancio dello Stato destinate a: a) uno  stanziamento statale annuale (SSA) di risorse alle  Regioni e alle  Province autonome che concedono borse di studio, pari all’importo necessario a erogare le borse di studio, le borse servizi e le integrazione per mobilità  internazionale, di cui agli articoli 5, 6 e 10 della  presente legge, a tutti gli studenti idonei che  risultano iscritti  in un ateneo avente sede nel  territorio regionale o della Provincia autonoma;

b) un fondo di intervento integrativo (FI), destinato all’erogazione dei servizi rivolti alla totalità degli studenti e al mantenimento delle strutture a ciò adibite, che è ripartito annualmente tra le Regioni e le Province autonome che concedono borse di studio, ai sensi della  legge  2 dicembre 1991, 390, articolo 8, sulla  base dei seguenti criteri:

– il 25 per cento in proporzione al numero di idonei nelle graduatorie per la concessione delle  borse di studio nell’anno accademico in corso, pubblicate entro il 31 dicembre dell’anno precedente. Gli studenti fuori sede e pendolari sono  pesati con un parametro pari a 2;

– il 25% in proporzione al  numero di idonei nelle  graduatorie per  il servizio  abitativo nell’anno accademico in corso di cui al comma 2 lettera  a) dell’art. 8 e dei richiedenti  di cui il comma 2 lettera b) dell’art. 8;

– il 50% in proporzione al numero di studenti iscritti negli atenei  aventi sede nel territorio regionale o della  Provincia autonoma.

c) Un fondo per la gratuità (FPG) corrispondente a risorse pari al numero di studenti iscritti presso l’ateneo che beneficiano dell’esenzione dalla  contribuzione studentesca  di cui all’articolo  13 della presente legge moltiplicato per l’importo di 800 euro, aggiornato annualmente con decreto delMinistro emanato entro il 28  febbraio, con riferimento alla variazione dell’indice  generale Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati nell’anno precedente a quello in cui il decreto è emanato.

Art. 16 (Copertura finanziaria)

Gli oneri che la presente legge  comporta a carico  dello  Stato vengono coperti con le seguenti voci di spesa:

a) riduzione delle spese relative all’acquisto di nuovi sistemi d’arma sostenute dal ministero della Difesa, per l’ammontare di 1 miliardo  di euro;

b) introduzione di una tassazione sui veicoli automobilistici, per un ammontare minimo di 500 milioni di   euro,   tramite   decreto   legislativo  che    il   Governo     è    delegato   ad    adottare   entro 180    giorni    dall’entrata   in   vigore    della    presente   legge,   secondo   i     principi    di   tutela dell’ambiente  e   criteri    di  progressività  in  relazione  al   quantum  delle    emissioni    di  CO2.

Art. 17 (Abrogazioni)

Dalla data  di entrata in vigore della  presente legge, sono  abrogati, in particolare:

– gli articoli 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12, 18 e 19 del d. lgs. 29 marzo 2012, n. 68;

– l’art. 4 della  legge  240 del 2010,  c.d. “Riforma  Gelmini”, relativo all’istituzione del “Fondo  per  il Merito”;

– l’art.16  della  legge  2 dicembre 1991, n.390, che disciplina il prestito d’onore.