FAQ

1) Perchè abbiamo scelto una Legge d’Iniziativa Popolare?

La Legge d’Iniziativa Popolare è uno strumento legislativo con cui i cittadini possono presentare al Parlamento o alle amministrazioni locali un progetto di Legge, mediante una sottoscrizione di firme da parte della cittadinanza. Riteniamo che, insieme al Referendum, sia oggi uno strumento importante di partecipazione dal basso, che possa creare coinvolgimento nella popolazione – studentesca e non – e inserire a pieno titolo il tema del Diritto allo Studio all’interno del dibattito pubblico.

2) FIS, LEP, DSU, ISEE, ISPEP….ma cosa sono queste sigle?

DSU: Diritto allo Studio Universitario. È la denominazione tecnica con cui si indica quell’insieme di servizi (alloggio, ristorazione, trasporti ecc…) e di benefici economici (la parte monetaria della cosiddetta borsa di studio) che consente agli studenti in difficoltà economiche di accedere ai più alti gradi della formazione.

-FIS: è il Fondo Integrativo Statale, cioè la fonte di finanziamento che, ogni anno, lo Stato versa alle Regioni per coprire, a livello economico, l’importo delle borse di studio erogate ogni anno. Fino ad oggi, l’importo che lo Stato versa è calcolato sulla base dello storico, cioè di quanti soldi hanno avuto, negli anni passati, le Regioni per coprire le borse di studio. Questo meccanismo è un circolo vizioso che arricchisce le Regioni più ricche e continua a impoverire quelle povere: in questo modo,è facile comprendere una delle cause della “fuga” dal sud verso il nord.

LEP: Livelli Essenziali delle Prestazioni. Sono i parametri fondamentali attraverso cui il Ministero regola l’accesso ai benefici del Diritto allo Studio. I LEP stabiliscono quali sono gli impegni che lo Stato si assume per l’erogazione di prestazioni fondamentali per il riconoscimento effettivo dei diritti sociali, in questo caso del diritto allo studio. In parole povere, la definizione dei LEP stabilisce chi ha diritto alla borsa di studio e chi non lo ha, sulla base di alcuni criteri sia di reddito sia di “merito” – cioè, ad esempio, il numero di Crediti Universitari Formativi conseguiti nell’arco di un anno – . Nessun Governo ha mai proceduto a definire in maniera chiara i Livelli Essenziali delle Prestazioni, lasciando un vuoto normativo e una discrezionalità eccessiva rispetto alle Regioni.Quello che noi abbiamo fatto è definire i Livelli Essenziali delle Prestazioni, nella direzione dell’uguaglianza sostanziale e della possibilità di fornire a tutti l’accesso ai più alti gradi del sapere.

ISEE e ISPEP: sono gli indicatori della cosiddetta “Situazione Economica Equivalente” (l’uno per quella reddituale, l’altro per quella patrimoniale – la quale coinvolge in maniera più pesante proprio il patrimonio immobiliare). A cosa servono nel campo del Diritto allo Studio? Sono i due parametri di reddito con cui si accede alla possibilità di prendere la borsa di studio. Sottolineiamo come, fra le prestazioni sociali, solo per il Diritto allo Studio sia richiesta la presentazione dell’ISPEP. È chiaro,quindi, che la definizione delle soglie ISEE e ISPEP per l’accesso alla borsa, sia determinante per l’ampliamento o la riduzione della platea dei borsisti.

3) Perchè il Diritto allo Studio oggi?

Perchè sono troppi anni che assistiamo allo smantellamento della nostra Università e al continuo susseguirsi di Governi che hanno sempre peggiorato la situazione esistente, già di per se’ precaria e insufficiente. Sono anni che gridiamo a gran voce che bisogna cambiare radicalmente, che deve essere garantito l’investimento continuo sul settore della formazione, che tutti devono essere messi in condizione di studiare, che studiare è un diritto e non un privilegio. Quindi oggi più che mai il Diritto allo Studio deve tornare al centro del dibattito politico e pubblico, deve tornare ad essere considerato il motore portante del nostro Paese e come tale deve essere considerato.

4) E come abbiamo costruito la Legge d’Iniziativa Popolare?

La nostra storia parte da lontano, dalle piazze in cui contestavamo la Riforma Gelmini e la Finanziaria Tremonti, alle mobilitazioni degli anni successivi, alle battaglie per l’ampliamento dei diritti sociali. Siamo cittadini e cittadine che, di fronte allo stato in cui versa il nostro sistema formativo, hanno deciso di smettere di fare una battaglia di difesa e di retroguardia. Abbiamo deciso di attaccare e di fare una proposta complessiva, discussa, studiata, scritta con moltissimi compagni di viaggio: dalla politica all’associazionismo, dai sindacati alle assemblee studentesche, abbiamo provato a costruire un’alternativa per tutti, non solo per gli studenti e le studentesse.

5) Cosa dobbiamo fare adesso?

Per le Leggi d’Iniziativa Popolare serve un certo numero di firme che sottoscrivano la proposta per essere presentata e discussa in Parlamento. Il nostro obiettivo è raccogliere centinaia di migliaia di firme durante i prossimi mesi e raggiungere tutte le città – grandi e piccole – del nostro Paese. Faremo banchetti distribuendo materiale informativo, faremo iniziative culturali; vogliamo coinvolgere tutta la popolazione e rendere veramente di tutti la nostra proposta.

6) Come puoi partecipare?

Semplice: partecipa al comitato territoriale della tua città, contattando il referente, oppure aiutaci a costruire un comitato laddove non siamo riusciti ad arrivare. Contatta il comitato promotore nazionale, ti forniremo indicazioni e strumenti per attivarti nella tua città e coinvolgere tutti quelli che conosci! Se non sei “esperto” di Diritto allo Studio, non ti preoccupare: i nostri referenti nazionali saranno disponibili e pronti ad aiutarti in tutto quello di cui hai bisogno!