Dicono di Noi

All in, la Legge di Iniziativa Popolare degli studenti per gli studenti

manifesto sardo

Negli ultimi anni abbiamo assistito, parallelamente all’attuazione delle politiche di austerità, ad un processo pluridecennale di svuotamento della democrazia: la riforma costituzionale e la legge elettorale si collocano come un passaggio importante nel trasferire progressivamente quote crescenti di potere decisionale dal piano conflittuale e dialettico della democrazia verso la sfera degli interessi privati e particolari. La progressiva precarizzazione dei lavoratori e dei soggetti in formazione, con la conseguente esclusione dalla società di queste categorie e la retorica utilizzata da Renzi sul tema del referendum costituzionale, con l’intenzione di trasformarlo in un plebiscito sull’operato del governo, esplicitano la volontà di allontanare l’individuo dalla vita democratica.

Un contributo di Francesco Sotgiu (Link Cagliari) su Il Manifesto Sardo

«Una no tax area per gli studenti a basso reddito». Pressing sul governo

WCCOR1_0I8QIF7R-k98C-U43200390039589XiF-1224x916@Corriere-Web-Sezioni

Alla Camera approvate due mozioni (Pd e M5S) per impegnare il governo a prevedere fasce di esenzione totale dalle tasse universitarie. Link: «Nostra una legge popolare per un’università accessibile a tutti»

Vai all’articolo completo de Il Corriere della Sera

Diritto allo studio, ecco la proposta degli studenti che oggi approda in Parlamento.

scuola24_fb

I dati continuano a confermare una realtà sempre più cupa per l’Università pubblica. Gli atenei italiani sono diventati un luogo escludente ed estraneo all’obiettivo di un’università di massa e di qualità. A farne le spese sono soprattutto gli studenti e i più giovani che non proseguono più gli studi dopo il diploma: dal 2004 ad oggi le immatricolazioni sono diminuite di oltre 66.000 unità; l’Italia è il fanalino di coda europeo per tasso di laureati sotto i 34 anni (23,9% contro il 37% della media Ue); nelle Regioni del Sud si laurea meno del 20% dei giovani (percentuale che scende al 14% in Puglia e in Sicilia).

Un nostro contributo su Il Sole 24 Ore

Firma day

ALL IN! - Brochure-1

Un Firma Day, in cento e più piazze in tutta Italia per raggiungere le 500mila sottoscrizioni, al quale si affiancano Anpi e Arci, che con il loro «Ballando sotto le firme» organizzano iniziative comuni, e al quale aderiscono diverse forze politiche, comuni grandi come Napoli e più piccoli come Polistena e Lamezia.

Negli stessi giorni, nelle piazze ci saranno anche i Comitati per i referendum sociali (scuola, trivelle, beni comuni) a unire le forze per una nuova stagione per la democrazia.

A partire da questo weekend e per i prossimi giorni, nelle università “All In” raccoglierà le firme per i referendum istituzionali e per una legge di iniziativa popolare sul diritto allo studio.

Vai all’articolo completo su Il Manifesto

SÌ-TOSCANA A SINISTRA: 14 FIRME PER I REFERENDUM SOCIALI E PER IL REFERENDUM SULLA MODIFICA COSTITUZIONALE RENZI-BOSCHI-VERDINI

referendum-scuola-lavoro-jobs-act-510

14 firme per reagire insieme! Sì-Toscana a sinistra s’impegna a sostenere tutte le iniziative popolari volte a garantire i diritti politici e sociali fondamentali – il diritto a una rappresentanza realmente democratica, allo studio, al lavoro, alla salute, all’ambiente, ai servizi pubblici fondamentali – e a tutelare la nostra democrazia costituzionale. E invita tutte le cittadine e i cittadini toscani a fare altrettanto con 14 firme per i referendum sociali, le petizioni, le leggi d’iniziativa popolare e il referendum sulla modifica costituzionale che porta il nome della ministra Boschi. Chiede ai consiglieri comunali che si riconoscono nel progetto regionale unitario Sì-Toscana a Sinistra di svolgere il ruolo di autenticatoriPropone a sostenitori e simpatizzanti di promuovere la nascita di comitati referendari unitari in ogni comune e in ogni quartiere.

Vai all’articolo completo

Voglia di decidere. Una stagione di referendum per rivendicare democrazia politica ed economica.

referendum-scuola-lavoro-jobs-act-510

Il referendum trivelle è fallito, boicottato e colpito a morte da un esecutivo che ha fatto di tutto per impedire il raggiungimento del quorum. Ha iniziato rifiutando l’accorpamento con le elezioni amministrative di giugno, che avrebbe oltretutto fatto risparmiare trecento milioni di Euro. Ha proseguito con una campagna di vera e propria disinformazione e mistificazione sulla portata del quesito, propagandando falsità come la sicura perdita di migliaia di posti di lavoro. E ha concluso in bellezza invitando all’astensione: opzione fuori dalla Costituzione, dove si prevede il quorum per misurare il reale interesse dei cittadini sul quesito referendario, e non anche per trasformare la diserzione delle urne in un’arma politica.

Di Alessandro Somma.

Vai all’articolo completo su Micro Mega

Università, l’agonia del diritto allo studio: in dieci anni iscritti in calo e tasse sempre più alte

la stampa

Studiare è diventato un lusso? A pagare il prezzo più alto studenti e studentesse del Sud Italia. I coordinamenti universitari lanciano una legge di iniziativa popolare
Di Nadia Ferrigo su La Stampa

notriv

Il nostro comunicato verso il 17 Aprile sul sito di Ferma Le Trivelle-Vota SI

referendum-costituzionale

Cinque referendum abrogativi (con più quesiti ciascuno), due leggi di iniziativa popolare (Lip) e una petizione popolare. Sei mesi di tempo per raccogliere 50mila firme necessarie per le Lip e 500mila firme in tre mesi per i referendum abrogativi.

Di Donatella Coccoli

Vai all’articolo completo su Left.

contropotere

Ieri e oggi, in tutta Italia, è iniziata la raccolta firme per la Legge d’Iniziativa Popolare sul Diritto allo Studio.

Vai all’articolo completo su Controlacrisi

apple-icon-152x152

Sotto i platani di via Porta Portese a Roma accanto ai banchi delle scarpe e dei vestiti a 5 euro ci sono anche gli studenti della Lip. Un piccolo tavolino con i moduli da firmare e alcune ragazze che fermano con un sorriso i passanti chiedendo: «Volete firmare per il diritto allo studio?».

Di Donatella Coccoli – Left

Vai all’articolo completo su Left

ALL IN! - Brochure-1

Gli spazi democratici in Italia si restringono giorno dopo giorno: se da un lato infatti assistiamo a prove di forza (e superbia) di un governo afflitto da conflitti d’interesse endemici e questioni di malagestione della cosa pubblica, dall’altra parte una risposta “popolare” e concertata rimane limitata. Le stagioni referendarie che a brevissimo si apriranno rappresentano però uno spartiacque decisivo per il paese e il suo sviluppo dei prossimi decenni.

Di Andrea Incorvaia

Vai all’articolo completo su Il Becco

Stefano_RodotaUna larga coalizione si è costituita intorno a tre referendum “sociali”, che riguardano lavoro, scuola, ambiente e beni comuni, per abrogare norme di leggi recenti (Jobs act, “buona scuola”) che più fortemente incidono sui diritti. [Stefano Rodotà]
Vai all’articolo su Repubblica.it