Siamo organizzazioni, reti e realtà impegnate per la difesa dei diritti sociali che hanno individuato nel diritto allo studio e nell’accesso alla conoscenza dei nodi fondamentali per la costruzione di una societù più giusta, con meno disuguaglianze e più centralità alla cultura e alla ricerca. Abbiamo unito le forze per dare vita a una campagna a sostegno di una legge di iniziativa popolare per garantire a tutti il diritto allo studio universitario: All In è uno slogan che prova a restituire la centralità di questa battaglia: in primo luogo perché si tratta di un forte rilancio dopo anni di offensiva delle forze che hanno voluto ridimensionare l’Università pubblica e il diritto allo studio; inoltre, perché è fortemente connessa alla questione generale e di interesse collettivo dell’inclusione sociale. Il nostro sistema universitario sta subendo da anni un grave attacco. Più di 1 miliardo di tagli previsti dal Governo Berlusconi e mai reintegrati, la riforma Gelmini, il blocco del turn over, criteri di valutazione e allocazione delle risorse che hanno contribuito ad aggravare le disuguaglianza hanno rappresentato un colpo durissimo. In particolare, una delle conseguenze più gravi è stata l’affermazione di un modello di accesso al mondo della formazione estremamente restrittivo e volto ad escludere migliaia e migliaia di aspiranti studenti e studentesse. Allo stesso modo, il Governo Renzi non sta dando segnali di cambiamento. E’ ben noto l’impatto disastroso che ha avuto la modifica dei criteri di calcolo dei parametri ISEE e ISPEP sull’accesso al diritto allo studio, in mancanza di una revisione delle soglie per risultare idonei alla borsa di studio: circa il 30% degli studenti e delle studentesse, ormai ex-borsisti, è stato escluso dal mondo della formazione universitaria. L’attacco al mondo universitario si colloca in un più ben ampio scenario di smantellamento dei diritti sociali. Le lotte ambientali, le lotte per una scuola pubblica, di massa, laica e di qualità, in netta opposizione al modello proposto dalla Buona Scuola, le battaglie sul mondo del lavoro, la partita sul referendum costituzionale, per una democrazia reale e rappresentativa, sono battaglie che stanno all’interno della visione di un diverso modello di sviluppo di Paese. Siamo profondamente convinti che oggi parlare di Diritto allo Studio e di un nuovo modello di accesso alla formazione vuol dire immaginarsi un diverso sistema-Paese, condurre una battaglia contro le disuguaglianze sociali, investire pienamente nella formazione e nella ricerca di base come questione di interesse generale, contro il modello escludente di istruzione elitaria e di risorse concentrate in pochi hub di eccellenza della ricerca in pochi settori con prospettiveimmediate di profitto economico. Con queste premesse abbiamo scritto e messo a disposizione la proposta di Legge d’Iniziativa Popolare sul Diritto allo Studio: abbiamo lanciato un percorso, un cammino comune che riconosce nel diritto allo studio un nodo decisivo per la costruzione di una società con meno disuguaglianze e più centralità alla cultura e alla ricerca. Un percorso che intende inserirsi in una stagione referendaria da sostenere nel suo complesso (dal Sì al referendum del 17 aprile sulle trivelle fino all’iniziativa della Cgil sui temi del lavoro e dei referendum sociali su scuola, beni Comuni e ambiente) e che vuole sottoporre alla politica una visione nuova dei diritti sociali. Vogliamo costruire insieme un orizzonte diverso, facendo coalizione con chiunque abbia la volontà di giocarsi questa partita storica per il futuro del Paese.

Legge di Iniziativa Popolare sul Diritto allo Studio Universitario…in pillole!

E’ iniziata la nostra battaglia per essere liberi di scegliere di studiare, liberi di scegliere cosa e dove studiare.

Ecco alcuni semplici punti per rendere universale il sistema di diritto allo studio: basta disuguaglianze, è ora di rendere l’Università realmente accessibile e sostenibile!

1 – Il diritto allo studio per tutti!

Ogni studente ha diritto a agevolazioni tariffarie sul servizio mensa, sul Trasporto Pubblico Locale e sull’accesso ai luoghi culturali; canoni calmierati per la locazione di immobili nel Comune in cui ha sede l’Ateneo e l’assistenza sanitaria gratuita.

2 – Mai più idonei non beneficiari!

Saranno istituiti tre differenti fondi, a finanziamento esclusivamente statale per garantire l’effettività e l’omogeneità delle prestazioni, destinati ad assicurare la copertura totale delle borse di studio, l’efficienza e l’adeguatezza dei servizi e la fascia di esenzione dalle tasse. La gestione dei servizi rimarrà invece una competenza regionale, in quanto strettamente legata ad esigenze locali.

3 – Definiamo un LEP, cioè il contenuto di una Borsa di Studio!

L’ammontare della borsa di studio deve essere definito, in modalità differente per gli studenti in sede, pendolari e fuori sede, sulla base del calcolo dei costi del materiale didattico, dei pasti, delle tariffe di trasporto, della partecipazione alle attività culturali cittadine, dell’ammontare dell’affitto e delle relative spese accessorie, con un criterio realmente rispondente alle necessità dello studente e più ampio rispetto a quanto prefigurato nel D.Lgs. 68/ 2012.

4 – Arriva la Borsa Servizi!

Gli studenti con reddito non molto superiore alla soglia richiesta per avere accesso alla borsa di studio, potranno usufruire della Borsa Servizi, il cui ammontare deve definito sulla base del calcolo dei costi di trasporto e dei pasti, in modalità differente a seconda che gli studenti siano in sede, pendolari o fuori sede.

5 – La Borsa di Studio deve essere funzionale!

La Borsa di studio dovrà essere tassativamente erogata per la prima metà entro due settimane dall’immatricolazione o entro il 30 settembre e per la totalità entro il 30 marzo, affinché questa possa rispondere alle esigenze materiali degli studenti e non sia solo un mero rimborso.

6 – Abbiamo diritto all’assistenza sanitaria!

Gli studenti fruiscono di assistenza sanitaria gratuita ed effettiva nella Regione in cui ha sede l’università, anche se non si tratta di quella di residenza.

7- Gli alloggi diventano adeguati ai nostri bisogni!

Il numero di alloggi verrà adeguato all’ammontare degli studenti aventi diritto, attraverso la costruzione di nuove strutture e la conversione degli immobili in disuso; ogni struttura sarà dotata delle attrezzature necessarie per le attività di studio e sportive e dovrà assicurare agli studenti genitori di dimorare nelle residenze con i propri figli. Alle residenze potranno accedere, in subordine ai fuori sede titolari di borsa, anche gli studenti in sede e pendolari con borsa, nonché i fuori sede senza borsa, favorendo l’autodeterminazione di chi sceglie di vivere fuori dal contesto familiare.

8 – Il servizio mensa diventa accessibile e di qualità!

È previsto un sistema di controllo della qualità dei pasti con il diretto coinvolgimento degli studenti ed è introdotta una tariffa agevolata che non potrà superare i 2,50 euro per coloro che hanno reddito inferiore a 28000 euro, e i 4 euro per tutti gli altri.

9 – La mobilità internazionale diventa realtà!

L’erogazione effettiva della borsa di studio dovrà avvenire in concomitanza dei periodi trascorsi all’estero e la sua integrazione sarà proporzionata al costo della vita nel Paese ospitante.

10 – Borse a più studenti!

La soglia ISEE viene fissata per la borsa di studio a 23.000 euro, mentre la soglia ISEE per la borsa servizi viene fissata a 28.000 euro, contestualmente chiediamo l’abolizione

dell’ISPE, che con l’introduzione del nuovo calcolo si è rivelato il principale fattore di esclusione dai benefici di DSU.

11 – Istituiamo la NO TAX AREA!

Gli studenti con ISEE ricompreso entro i 28.000 euro saranno esentati dalle tasse: un passo avanti verso la gratuità dell’istruzione universitaria.

12 – Introduciamo il Reddito di Formazione!

Una specifica declinazione del reddito di base, finalizzata a promuovere e consentire la reale autodeterminazione degli studenti.

13 – Non perdiamo l’Orientamento!

Sarà introdotto uno specifico sistema di orientamento destinato agli studenti iscritti alla scuola secondaria per assicurare una adeguata conoscenza dei benefici di Diritto allo Studio a cui hanno diritto, al fine di promuovere la crescita delle immatricolazioni.

14 – L’università non ha confini!

Il diritto allo studio sarà garantito pienamente alle studentesse ed agli studenti stranieri, richiedenti protezione internazionale e permessi per motivi umanitari, anche attraverso una semplificazione delle procedure per la presentazione dei documenti. Quanto cosa il Diritto allo Studio universale? Abbiamo stimato che il costo di questa legge, esclusa la misura del reddito di formazione che deve essere considerata congiuntamente con l’introduzione del reddito di base, ammonta a circa 1,5 miliardi di euro. La copertura di questa cifra si può garantire, semplicemente, con una riduzione delle spese d’acquisto dei sistemi d’arma da parte del Ministero della Difesa e con l’introduzione di una tassazione automobilistica commisurata all’emissione di CO2.